Le pagelle “calcistiche” della quarantena

Operatori sanitari in prima linea contro il Covid-19
Operatori sanitari

Il calcio come metafora dell’attuale (drammatico) momento, per affrontarlo con la leggerezza dello sport (sperando di strappare anche qualche risata autoironica). ALCUNI dei protagonisti principali di queste settimane: il massimo dei voti per gli operatori sanitari (ovviamente), 7 alle performance web dei “sindaci social” e 0 per il nostro “peccato originale”: l’inquinamento.

Operatori sanitari 10: come quei fuoriclasse a cui ci si affida quando si è nei guai durante la stagione. Li lasci inizialmente in panchina perché altri giocatori, dalle capigliature di tendenza, sono spinti dagli sponsor e gli devi dare spazio per volere del “dio denaro”; perché i presidenti fanno di conto nelle loro stanze assieme agli allenatori. Alla fine, però, quando la classifica si fa pericolosa, vengono gettati in campo a furor di popolo. Come sempre, sono loro a salvare il culo a tutti…anche a chi inizialmente li aveva messi in panchina (chiedere a Baggio). Fuoriclasse

Corrieri 9: non sono in prima linea, ma poco ci manca. Lavorano dietro le quinte, come Gattuso ai tempi del Milan. Sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene, lasciando i riflettori ai numeri 10 della squadra. Senza Gattuso, però, il Milan avrebbe vinto molto meno e forse, l’Italia non avrebbe vinto i Mondiali. Senza di loro, probabilmente, sarebbe davvero tutto mortalmente fermo. Imprescindibili

Il Decreto 8: come Controcampo o da qualche anno a questa parte Tiki Taka. Parla Mughini, che aborra da circa 20 anni, e non si capisce nulla di cosa voglia dire. Poi Pardo passa la parola a Wanda Nara e rinunci nel provare a capire un concetto che sia uno. Eppure non vedi l’ora che Tiki Taka vada in onda. “Il Decreto is the new TikiTaka.

Sindaci social 7: giocatori “croce e delizia” che incantano con le loro giocate, spesso, fini a se stesse. Come quando, i funamboli brasiliani, eccedevano in doppi passi e rabone ma, a fine partita, avevano confezionato al massimo un assist. Forse ci starebbe un po’ meno di Denilson e un po’ più della concretezza di Pippo Inzaghi, nonostante lo spettacolo offerto risulti gradevole. Giocolieri.

Burioni 6: sufficienza di stima come quando un vecchio campione scende in campo e senza sudare una goccia di sudore pensa bene di rimproverare tutti quanti: “Passala meglio!”, “Dovevi fare gol”, “Non si può prendere un gol così!”, “Ma chi ti ha messo in campo”, “Allenatore, presidente e tutto il pubblico non capiscono nulla”. Va bene, ma la maglia sudala un pochino.

Flashmob 5: quello che accade spesso ai calciatori promettenti che arrivano dalla primavera: esagerano. Magari imbroccano le prime partite incantando pubblico e addetti ai lavoro, ma poi si fanno prendere la mano con prestazioni sconclusionate e senza senso. Ogni tanto, magari, tirano fuori dal cilindro il gol della domenica, ma subito dopo riprendono a eccedere con giocate fuori da ogni logica; e non in senso positivo. Fuori luogo.

Tik tok mania 4: giocatori al limite del linciaggio. Passano il tempo sui social a mostrare i loro orologi d’oro, i tatuaggi e le macchine collezionate. Dimenticandosi che la loro vita è sul campo. A fine stagione, si riapre il calciomercato e finisce la pacchia. Con quel rendimento ridicolo finiranno orologi, tatuaggi e soprattutto tik tok spesso fatti con i poveri figli inconsapevoli. Bamboccioni.

Autocertificazioni 3: più o meno come le nuove maglie delle squadre di calcio, non fai in tempo a comprarne una che già esce l’altra. Capisco il merchandising, ma un attimo fateci affezionare ad una divisa che sia una. Calcio moderno.

Boris Johnson 2: LU IABBU. Non si può commentare in altro modo. (Google translate: da salentino ad italiano)

Germania 1: un po’ come aver simulato in area avversaria, riuscire a prendersi il rigore, trasformarlo e vincere la Champions. Poi, quando devi evitare la retrocessione a chi non ha fatto ricorso per il rigore rubato, fai spallucce e ti volti dall’altra parte. Ma il cielo è azzurro sopra Berlino!

Inquinamento 0: al pari di quei calciatori, o di quei dirigenti, che si son venduti le partite inquinando un mondo basato sui valori della lealtà e della sportività; oltre a trasmettere, tra i corridoi oscuri, il virus della disonestà. In questo caso, la trasmissione, avviene alla luce del sole, nell’aria malata che respiriamo. Peccato originale.

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