Pagellone neroazzurro: Conte merita 10, Lukaku fondamentale, Eriksen la favola più bella

Di Pierandrea Fanigliulo

Conte 10: il voto tiene conto solo del campionato e quindi non può che essere il più alto possibile. C’è chi diceva che era una sua strategia uscire dalla Champions per concentrarsi sull’obiettivo Scudetto. Vero o falso che sia lo Scudetto è arrivato dopo nove anni di dominio juventino, dominio iniziato con lui in panchina. Che sia l’inizio di una nuova era interista?

Lukaku 9,5: per 30 volte i gol dell’Inter portano la sua firma: 21 volte è lui a buttarla dentro, le altre 9 fornisce l’ultimo passaggio ai suoi compagni. L’uomo di Conte, il simbolo di questa Inter, il giocatore sul quale si è poggiata la squadra sotto ogni aspetto: caratteriale, tecnico e tattico. La migliore stagione della sua carriera e adesso ha fame dell’Europa che conta.

Christian EriksenEriksen 9: parliamoci chiaro, ci sono altri giocatori che sul campo hanno dato molto di più ma è indubbio che la storia del danese in neroazzurro sia qualcosa di speciale, una di quelle favole che solamente lo sport riesce a regalare. Fuori ruolo, fuori condizione, fuori dai giochi e, a detta di Marotta a dicembre, a un passo dall’essere fuori dall’Inter. Poi questo strano mercato del Covid-19 ha quasi costretto Antonio Conte a insistere su di lui e Christian ad accettare i diktat tattici del tecnico salentino. Da quel momento in poi tutto è cambiato e il danese si è preso in mano la squadra con una sapienza calcistica da top-player assoluto. Il gol scudetto? È il suo! Più favola di così…

Bastoni 9: ecco l’altra magia di Antonio Conte. Il centrale difensivo ex Atalanta da quando è stato preso in cura dall’allenatore interista è diventato un punto fermo degli undici titolari. L’azione spesso iniziava da lui che col suo mancino è stato in grado di mandare in porta i suoi compagni anche con passaggi di 50 metri come in occasione del gol di Barella contro la Juve. L’Italia e Mancini di sfregano le mani.

Barella 9: è vero che ultimamente ha subito un calo fisiologico che attesta i suoi limiti umani ma è altrettanto vero che la sua stagione è da leader. In campo lo si è visto ovunque coniugando quantità e qualità come solo i più grandi centrocampisti sono in grado di fare. Il gol alla Juve è certamente la ciliegina sulla torta di una stagione pazzesca.

Hakimi 9: a Madrid qualcuno starà cercando lo spigolo più duro per spaccarsi la testa guardando il giocatore che ha imperversato sulla fascia destra dell’Inter. Al suo primo anno in Italia ha siglato 7 gol e altrettanti assist: pazzesco!

Lautaro 8,5: nella prima parte di stagione sembrava essersi portato dietro i dubbi sulla corte del Barcellona. Poi, piano piano, è salito in cattedra e ha diviso la scena con Romeru Lukaku col quale ha formato una coppia d’attacco capace di cercarsi sempre diventando letale per le difese avversarie. 15 gol e 8 assist sono un bottino importante ma possono e devono rappresentare un punto di partenza per un giocatore come lui.

De Vrij 8,5: il faro del reparto difensivo guidato con una maturità calcistica forse raggiunta appieno e che ne fanno uno dei migliori difensori europei.

Skriniar 8,5: l’anno scorso sembrava aver fatto una decina di passi indietro rispetto al difensore ammirato in Italia tanto con la maglia della Samp, quanto con la stessa casacca neroazzurra. Quest’anno è tornato ad essere un difensore di livello internazionale rappresentando un’altra certezza per Conte e per l’Inter.  

Brozovic 8: abituato in passato ad essere genio e sregolatezza con Antonio Conte è diventato un “umile” geometra del centrocampo a cui son state affidate le chiavi del gioco: tempi e spazi venivano decisi dal croato che ha saputo svolgere appieno i compiti affidatigli dal suo allenatore.

Handanovic 8: inizio di campionato da mani nei capelli. Quasi mai la porta dell’Inter rimaneva immacolata dopo il triplice fischio anche per colpa, strano ma vero, del rendimento non all’altezza del numero uno interista. Poi, improvvisamente, ha vestito nuovamente il mantello da Superman e ha abbassato la saracinesca donando ritrovata solidità difensiva alla squadra di Conte.

Darmian 7,5: molti si sono stupiti nel vedere il rendimento di Matteo in neroazzurro, questo perché la memoria nel calcio, si sa, spesso fa difetto. Prima di passare allo United (non certo una squadretta da niente) era il miglior interprete italiano del ruolo di quinto centrocampista/difensore. All’Inter sta solo recuperando anni persi in Inghilterra cercando di adattarsi ad una difesa a quattro.

Perisic 7,5: ecco l’altro esterno che ha fatto gridare, stranamente, al miracolo. Vederlo seconda punta, quello si, era davvero strano. Invece, veder ricoprire la fascia sinistra ad un giocatore come lui che fa della corsa la sua arma migliore, è stata una logica intuizione di Antonio Conte. Da quel momento in poi è diventata una freccia (letale) in più nella faretra del tecnico interista.

Sanchez 7: La sua avventura all’Inter, probabilmente ai titoli di coda, sembra specchiarsi nel “vorrei ma non posso”. Ci prova a dimostrare che anche lui meriterebbe gli stessi titoli di Lautaro e Romeru ma spesso la voglia di strafare lo porta a esprimere prestazioni insufficienti. Per un breve periodo sembravano essere arrivati gol e sostanza in campo ma obiettivamente troppo poco per un giocatore come lui.

Gagliardini 7: un giocatore per Conte. Uno come lui è proprio quello che cerca l’allenatore salentino, un soldatino in grado di eseguire alla lettera gli ordini impartiti dal suo generale. Il centrocampista neroazzurro lo fa e anche molto bene, riuscendo in alcune occasioni di fornire prestazioni ben oltre la sufficienza impreziosite dal gol.

D’Ambrosio 7: l’inizio di questa stagione era ripartita come era finita la precedente, ovvero con i suoi gol. Che forse terzo di difesa o quinto il suo lo faceva sempre egregiamente, risultando, appunto, anche decisivo in fase realizzativa. Poi alcuni infortuni l’hanno tenuto lontano dal campo relegandolo al ruolo di spettatore interessato.

Young 7: meglio lo scorso anno rispetto a questa stagione dove comunque non fa venire meno il suo preziosissimo contributo.

Ranocchia 6,5: in rare occasioni si è dovuto prendere la responsabilità di guidare il reparto arretrato e l’ha fatto con una ritrovata lucidità e sicurezza. Forse meriterebbe più spazio, probabilmente altrove.

Vidal 6: era l’uomo più atteso, il giocatore voluto fortemente da Antonio Conte e sul quale tutto l’ambiente puntava per effettuare il salto di qualità. Invece l’ex Barcellona ha deluso quasi sempre le aspettative risultando decisivo solo in rare occasioni.

Kolarov 6: ai nastri di partenza il ruolo di braccetto di sinistra della difesa a tre doveva essere suo. Poi, complici le sue prestazioni non all’altezza, qualche guaio muscolare di troppo e, soprattutto, l’esplosione di Bastoni ha ricoperto il ruolo di chioccia del giovane difensore neroazzurro.

Pinamonti 6: voto di stima per un ragazzo che è rimasto ai margini nonostante qualche volta di più sarebbe potuto essere chiamato in causa.

Sensi – Vecino sv: stagione sfortunata per entrambi che devono recuperare il prima possibile il tempo perso.

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